Villaggio Prealpino – Via Tovini anno 1961
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che belle le villette Marcolini
che bei tempi, belle case dignitose e accessibili che adesso sono un lusso. Mi sa che si stava meglio quando si stava peggio.
va be, bei tempi..alcuni han finito di pagarle quando era già l’alba degli anni ’80. queste persone sono nate negli anni della guerra, ora avevano un lavoro e han messo su famiglia. poi i figli a 14 anni a lavorare (se non prima).
gente tranquilla che lavorava… veramente
Le villette pensate per il popolo e per dargli una dignità, dotate di ogni comodità: entrata indipendente, un giardino con orto sul retro e vasca per lavare con relativi fili x stendere (sul retro logicamente). Dentro: un garage, poi, a seconda della tipologia, un soggiorno, sul retro un tinello con accesso al cucinino e alla scala e, sopra, due camere doppie ed una matrimoniale con bagno spazioso. Il massimo che ci si poteva permettere. Ma, ahimè, l’avidità, la scarsa intelligenza e la volontà del popolo di costruire fino in cielo (come diceva Orietta Berti nella sua fin che la barca va) ha fatto sì che queste casette venissero trasformate, violentate e snaturate, aggiungendovi garages, tettoie, verande, pezzi nuovi di case (nell’assoluta libertà col comune che chiudeva tutti gli occhi che aveva) trasformandole in un’accozzaglia di cemento, spesso stile bidonville, attaccandosi fra di loro (e facendo litigare I vicini), col risultato che se uno compera la villetta per essere indipendente è bene che veda cosa c’è in parte e dietro alla casa e che osservi bene cosa hanno fatto I vicini. Chissà perchè in tutti I villaggi Marcolini si notano tutte queste orrende mutazioni e scempi…. Forse il popolo non ha capito il senso del buon abitare?
Buongiorno, è possibile usare questa immagine in una pubblicazione? Grazie